Omissione dell’obbligo informativo nei contratti

Omissione dell’obbligo informativo nei contratti

D. Omissione di obbligo informativo, la responsabilità è contrattuale?

R. La responsabilità in cui incorre l’intermediario che compia operazioni in conflitto di interesse quando dovrebbe astenersene è vera e propria responsabilità contrattuale da non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del rapporto contrattuale d’intermediazione finanziaria in essere con il cliente.  (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 10640/16; depositata il 23 maggio)

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UnknownHai bisogno, invece, della redazione di una lettera e/o diffida stragiudiziale, a cura di uno dei nostri Avvocati specializzati, il costo è pari ad Euro 50,00 IVA e CPA comprese (cinquanta/00 cent.) da versare su dati IBAN. Il servizio deve richiedersi a mezzo mail a info@avvocatoexpress.it inserendo la dicitura “si richiede assistenza legale scritta al costo di Euro 50,00 IVA e CPA comprese”. All’esito l’utente riceverà e-mail con le modalità e i dati su cui effettuare il pagamento. Una volta registrato il pagamento Avvocato Express invierà mail in cui chiederá all’utente chiarimenti per redigere l’assistenza scritta (lettera, diffida ecc.). Sempre tramite mail (entro e non oltre 3 ore dalla mail/registrazione del pagamento salvo particolare complessità ) l’utente riceverà la nota legale scritta in formato word da utilizzare nel suo caso. L’utente potrà, poi, richiedere chiarimenti sino a tre mail di colloquio.

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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.

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Patente di guida e nuovi programmi d’esame

Patente di guida e nuovi programmi d’esame

D. Quali sono i nuovi programmi d’esame per i conducenti più negligenti?

 R. Chi finisce tutti i punti patente e riceve l’invito per sottoporsi alla revisione della licenza o della patente professionale entro 30 giorni non deve trascurare l’intimazione. Se presenta tardivamente la domanda subisce infatti la sospensione della patente. E se non supera l’esame la revoca definitiva dell’importante documento (Ministero dei Trasporti, circolare n. 117 del 18 maggio 2016).

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Attenti al cane…

Attenti al cane…

D. Prova a carezzare il cane, l’animale la morde a una mano: quasi 42mila euro dal proprietario?

R. Per quanto azzardata, la condotta della donna non azzera le responsabilità del padrone del quadrupede. Egli avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione nella custodia del cane. E comunque la carezza provata dalla donna va compresa anche alla luce del fatto che ella conosceva sia l’animale, sin da quando era piccolo, che i suoi padroni.  (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 10402/16; depositata il 20 maggio).

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Processo Civile Telematico e concorrenza sul mercato…

Processo Civile Telematico e concorrenza sul mercato…

D. L’Antitrust avvia istruttoria su Net Service per ipotesi abuso posizione dominante: al centro il PCT?

 R. Assolutamente si! L’Antitrust ha aperto «un’istruttoria nei confronti di Net Service S.p.A. per accertare eventuali condotte abusive che avrebbero riguardato l’intera filiera dei sistemi informatici per lo svolgimento di servizi che attengono alla funzione giudiziaria», ossia Net Service, «oltre ad aver realizzato e a gestire la piattaforma per il funzionamento del processo civile telematico (PCT), per conto del Ministero della Giustizia», vende ai professionisti del settore, in concorrenza con altre imprese, i software applicativi necessari alla redazione e invio degli atti telematici. Come si legge nel comunicato stampa pubblicato nel primo pomeriggio di venerdì sul sito istituzionale dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, «la posizione dominante sul mercato a monte consente all’impresa di conoscere in anticipo rispetto ai concorrenti l’evoluzione del linguaggio informatico, perfezionando prima degli altri le versioni aggiornate dei software applicativi da vendere a valle». Da ciò, prosegue l’Antitrust, «discende per Net Service un obbligo concorrenziale di mettere tempestivamente a disposizione dei concorrenti le stesse informazioni di cui dispone per lo sviluppo di software applicativi. Il mancato rispetto di tale obbligo pone rilevanti rischi competitivi. La società potrebbe così estendere indebitamente sul mercato a valle il potere monopolistico di cui dispone sul mercato a monte, tramite condotte discriminatorie in grado di ostacolare lo sviluppo di offerte concorrenziali quali, per esempio, la comunicazione incompleta e intempestiva delle nuove specifiche tecniche». A fronte di queste considerazioni, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’11 maggio 2016, ha deliberato l’avvio dell’istruttoria, ai sensi dell’art. 14 della l. n. 287/90, nei confronti della società Net Service S.p.A., per accertare l’esistenza di violazioni della concorrenza ai sensi dell’art. 102 del TFUE.
Fissato in 60 giorni, a decorrere dalla data di notificazione del provvedimento, il termine per l’esercizio del diritto, da parte dei legali rappresentanti della società sopra citata e dal soggetto che ha presentato le segnalazioni, di essere sentiti. Il procedimento deve essere concluso entro il 31 maggio 2017.
Al fine di accertare le circostanze riportate, l’Autorità ha eseguito ispezioni nella sede di Net Service, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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Coltivazione cannabis per uso personale

Coltivazione cannabis per uso personale

D. Coltivazione di cannabis per uso personale: la norma penale è incostituzionale?

R.  L’attitudine della coltivazione di cannabis ad innescare un meccanismo di creazione di nuove disponibilità di droga, quantitativamente non predeterminate, rende non irragionevole la valutazione legislativa di pericolosità di tale condotta.  La pronuncia in commento trae origine dalla questione di legittimità costituzionale dell’art. 75 del d.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti), nella parte in cui non include tra le condotte punibili con sole sanzioni amministrative anche la coltivazione di piante di cannabis, ove finalizzata in via esclusiva all’uso personale della sostanza stupefacente.
Ad avviso del giudice rimettente, risulterebbe violato il principio di eguaglianza (art. 3 Cost.), sotto il profilo dell’ingiustificata disparità di trattamento fra chi detiene per uso personale una sostanza stupefacente ricavata da piante da lui stesso precedentemente coltivate (assoggettabile soltanto a sanzioni amministrative) e chi è sorpreso mentre ha in corso l’attività di coltivazione, finalizzata sempre al consumo personale (condotta che assume, invece, rilevanza penale). La Consulta, quindi, ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 75 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 13, secondo comma, 25, secondo comma, e 27, terzo comma, della Costituzione, dalla Corte d’appello di Brescia. (Corte Costituzionale, sentenza n. 109/16; depositata il 20 maggio).

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Nei Condominii come si ripartiscono le sanzioni per la raccolta differenziata dei rifiuti?

Nei Condominii come si ripartiscono le sanzioni per la raccolta differenziata dei rifiuti?

Nei Condominii, dove è previsto il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, si pone il problema delle sanzioni in caso di errori nel loro conferimento da parte di uno dei condomini. Infatti, il bidone per la raccolta di rifiuti è unico ma che al suo interno vengono conferiti i rifiuti di tutti i condomini.
Può accadere che per errore uno dei condomini non esegua correttamente la differenziazione del conferimento dei rifiuti e inserisca nel sacchetto della frazione organica un rifiuto che, invece, deve essere portato in discarica. Ciò comporta che in caso di un controllo venga elevata una contravvenzione da parte degli organi preposti. La sanzione, in mancanza di elementi univoci che possano ricondurre la violazione ad una specifica persona, viene elevata contro il Condominio.
L’art. 1131, comma terzo, c.c. specifica che quando l’amministratore si vede notificato un provvedimento amministrativo – nel caso di specie il verbale di accertamento della violazione – esorbitante dalle sue attribuzioni “è tenuto a darne senza indugio notizia all’assemblea dei condomini”.
E’ doveroso precisare che disciplinare l’uso delle cose comuni rientra nelle attribuzioni dell’amministratore, ma l’immissione in un sacchetto di rifiuti che dovevano essere contenuti in altro non ricade tra le prerogative dell’amministratore. La certezza della violazione, a parere dello scrivente, esime dall’obbligo di convocare l’assemblea per decidere su eventuali ricorsi. Deve trattarsi, però, di situazione palese ed incontestabile.
A seguito della sanzione l’amministratore deve ripartire la spesa della stessa. Orbene, se la violazione è stata commessa da un condominio, il relativo pagamento dovrà essere corrisposto da questi che ha violato la norma e che, conseguentemente, se ne assume la responsabilità; se, invece, il condomino non è identificabile, almeno in via provvisoria (salvo decisioni su azioni volte ad ottenere condanna del responsabile) la sanzione dovrà essere suddivisa tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà, salvo differenti indicazioni del regolamento.
È doveroso fare presente che non esiste una specifica indicazione di legge che sancisca l’applicazione dei millesimi di proprietà ma a tale conclusione è desunta dal fatto che questo rappresenta il criterio principe della ripartizione dei costi condominiali che incontra deroghe solamente in altre ben specifiche disposizioni di legge o comunque nell’unanime volontà dei condomini.
Avvocato Anna Maria Cupolillo Staff Giuridico Avvocato Express

 

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Il silenzio della P.A.

Il silenzio della P.A.

D. Se una amministrazione dello Stato non risponde ad una istanza del cittadino quest’ultimo cosa puó fare?

R. Il cittadino puó presentare un ricorso al giudice amministrativo. Il TAR Campania Napoli Sezione II nella sentenza del 24.4.2015 n. 2385 ha ritenuto di aderire a un orientamento giurisprudenziale meno restrittivo rilevando come, a prescindere dall’esistenza di una specifica disposizione normativa impositiva dell’obbligo, quest’ultimo sussiste in tutte quelle fattispecie nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l’adozione di un provvedimento; quindi, tutte quelle volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni di quest’ultima.

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Omissione dell’obbligo informativo nei contratti

Mancato pagamento del bene acquistato

D. Bar comprato, ma pagamento mai effettuato.  E’ tardiva la reazione della vecchia proprietaria?

R.  Salve le tre persone che avevano convinto la donna a firmare il rogito. Posticipato a più riprese il versamento del prezzo concordato, ossia 60mila euro. Alla fine la vecchia proprietaria sporge querela per truffa, ma è troppo tardi: son passati quasi nove mesi dall’atto. (Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 21053/16; depositata il 20 maggio)

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Matrimonio fittizio e rinnovo del permesso di soggiorno

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D. Moglie italiana e marito straniero troppo distanti, matrimonio solo fittizio: va rinnovato del permesso di soggiorno?

R. Confermata la correttezza del provvedimento della Questura. Elementi significativi hanno certificato che il matrimonio dello straniero con una donna italiana è solo fittizio. Impossibile per l’uomo, quindi, chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi familiari. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 10392/16; depositata il 19 maggio)

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Stato di adottabilità

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D. Se la donna ha un lavoro e un’abitazione e dice addio all’elemosina, resta sempre una madre inadeguata?

R. La figlia ha espresso chiaramente la volontà di non tornare a vivere con la madre. Restano evidenti le carenze della donna come genitore. Unica soluzione per tutelare la ragazza è l’adozione. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, sentenza n. 10366/16; depositata il 19 maggio)

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