da Nicola Cosentino | Set 3, 2015 | Senza categoria
D. Il ricevimento della raccomandata perfeziona la notifica?
R. No. Quando il giudice di merito, ai fini della regolarità della notifica, afferma la mancanza di prova della ricezione della raccomandata deve necessariamente indicare in motivazione quali siano gli elementi da cui abbia tratto il proprio convincimento.
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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.
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da Nicola Cosentino | Set 3, 2015 | Senza categoria
D. La difesa d’ufficio subisce un giro di vite?
R. Si. Giovedì 30 ottobre 2014, nel tardo pomeriggio, si è svolto il Consiglio dei Ministri. Tra le misure approvate, da segnalare uno schema di decreto legislativo che modifica la disciplina della difesa d’ufficio. Vengono introdotti requisiti più stringenti per iscriversi all’elenco, mentre la parola finale spetterà al Consiglio Nazionale Forense. Innanzitutto, viene stabilito che l’elenco dei difensori d’ufficio, finora tenuto presso ciascun consiglio dell’ordine territoriale, venga unificato su base nazionale, con l’attribuzione al Consiglio Nazionale Forense della competenza su iscrizioni e aggiornamento. Perciò, i canoni per la designazione del difensore non verranno più dettati dai consigli dell’ordine, ma dallo stesso Consiglio Nazionale Forense sulla base della prossimità alla sede del procedimento e della reperibilità. Si stringono poi i criteri per assicurare una maggiore qualificazione professionale dei difensori d’ufficio: viene innalzata a cinque anni l’esperienza professionale in materia penale ed introdotto, come alternativa, il requisito del conseguimento del titolo di specialista in diritto penale.
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da Nicola Cosentino | Set 3, 2015 | Senza categoria
D. Google search può pubblicare dati sensibili, pur leciti, senza il consenso dell’interessato?
R. No, non lo può fare. Google search e gli altri analoghi servizi di ricerca automatica implicano un trattamento dei dati, anche sensibili: la loro pubblicazione deve essere autorizzata dall’interessato, anche se è lecita, tanto più quando vengono ripresi dai media. Può chiederne la rettifica o la cancellazione in ogni momento. Lo ha decisi la Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 13 maggio 2014, causa C-131/12.
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D. Intervento, opposizione ad ingiunzione e domanda riconvenzionale, chiamata del terzo, responsabilità aggravata e formule di stile: quale il regime fiscale?
R. Le periodiche modifiche normative che, troppo spesso negli ultimi anni, hanno inciso sul contributo unificato hanno creato e creano non poche difficoltà interpretative. In materie che direttamente o indirettamente influiscono sui c.d. servizi di cancelleria e, quel che è più importante, nelle tasche degli utenti del servizio giustizia, sempre più spesso non trova applicazione il principio che la «norma deve essere chiara e formulata in modo da avere un significato univoco e condiviso».
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D. Per la macchina incendiata, “carta canta”: c’è differenza tra sfogliare una pagina e fare un clic?
R. Si. Integrare la rivista cartacea di Quattroruote con le quotazioni online, per la valutazione del veicolo, è possibile, ma soltanto se previsto espressamente dalle condizioni generali della polizza assicurativa. Lo ha deciso il Tribunale di Bologna, sez. III Civile, sentenza n. 21163/14 depositata il 24 settembre.
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D. La “contabilità in nero”, costituita da fogli, quaderni e cartoncini dell’imprenditore, è prova del maggior reddito?
R. Si. In tema di ricostruzione induttiva dei ricavi, la “contabilità in nero”, costituita da fogli, quaderni e cartoncini dell’imprenditore, è prova del maggior reddito Ai sensi dell’art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 600/1973 non si può escludere la valenza probatoria ex se della documentazione extra-contabile.
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D. «Voglio 30mila euro», la ragazza ‘pressa’ più volte il prete per i suoi messaggi hot: estorsione?
R. Si, ma unica. Respinta l’ottica adottata dai giudici di merito, i quali avevano condannato la ragazza, e il suo sodale, per estorsione consumata e tentata. Irrilevante il fatto che i due abbiano ripetuto la richiesta di denaro più volte.
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D. Nelle malattie professionali, la prescrizione: da quando decorre per il diritto alla rendita?
R. Il dies a quo di decorrenza della prescrizione del diritto alla rendita da malattia professionale coincide con il giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Solo ostacoli giuridici possono impedire la decorrenza della prescrizione, tra questi non vi rientrano impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto. Perciò, dal giorno in cui la patologia sia chiaramente stata diagnosticata e altrettanto chiaro sia il suo nesso causale con la professione svolta dal lavoratore inizia a decorrere la prescrizione.
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D. Esercizio di una casa di prostituzione: il favoreggiamento vien da sé?
R. Si. Ai sensi della l. n. 75/1958, non è configurabile il concorso del reato di favoreggiamento dell’altrui prostituzione con quello di esercizio di una casa di prostituzione, in quanto il primo reato è assorbito nel secondo.
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D. Testo universitario fotocopiato: si può togliere il pane di bocca all’autore?
R. No. L’art. 171-ter, comma 2, l. n. 633/1941 individua l’ambito di liceità della riproduzione per uso personale di volumi o fascicoli, con l’espresso limite quantitativo del 15% dell’intero scritto e la corresponsione di un compenso forfettario agli aventi diritto. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 44919/14; depositata il 29 ottobre.
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