Omesso pagamento di contributi

Omesso pagamento di contributi

D. Omesso pagamento dei contributi: il datore deve versare anche la quota a carico del lavoratore?

R. Si! Nell’ipotesi patologica dell’omissione del pagamento dei contributi previdenziali o dell’adempimento tardivo, il datore di lavoro resta tenuto al pagamento dei contributi o delle parti di contributi non versate, tanto per la quota a proprio carico che per la quota a carico del lavoratore. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 18232/15; depositata il 17 settembre)

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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.

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Contratto di locazione

Contratto di locazione

D. L’assenza di forma scritta, nel contratto di locazione abitativa, determina nullità relativa?

R. L’assenza della forma scritta è sanabile nei modi, forme e termini riportati all’art. 13 l. n. 431/1998. In ragione di ciò, compito del giudice sarà quello di accertare l’assenza di forma scritta, accertare che tale mancanza sia riconducibile alla volontà esclusiva del locatore, determinare il canone dovuto e, ove occorra, condannare il locatore alla restituzione del canone eventualmente incamerato in eccedenza. Requisito necessario è l’accertamento della posizione predominante del locatore che deve consistere in una inaccettabile pressione finalizzata a costringere il conduttore ad un contratto in forma verbale. Invece, se l’assenza di forma è riconducibile a volontà esclusiva o concorrente del conduttore il locatore potrà agire per ottenere la restituzione dell’immobile occupato senza titolo. (Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 18214/15; depositata il 17 settembre)

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Contratto di locazione

Concessione per la realizzazione di un’opera pubblica

D. Concessione per la realizzazione di un’opera pubblica: chi risponde del danno per l’illegittima occupazione del fondo?

R. Nell’ipotesi di occupazione appropriativa, dell’illecito risponde sempre e comunque l’ente che ha posto in essere le attività materiali di apprensione del bene e di esecuzione dell’opera pubblica, cui consegue il mutamento del regime di appartenenza del bene, potendo solo residuare, qualora lo stesso (come delegato, concessionario od appaltatore) curi la realizzazione di un’opera di pertinenza di altra amministrazione, la responsabilità concorrente di quest’ultima, da valutare sulla base della rilevanza causale delle singole condotte, a seconda che si tratti di concessione c.d. “traslativa”, ovvero di delega ex art. 60 l. n. 865/1971. (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 18236/15; depositata il 17 settembre)

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Volo in aereo e indennizzo

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D. Il passeggero è indennizzato per il volo in ritardo o soppresso per problemi tecnici imprevisti?

R. L’art.5 § 3, Regolamento 261/2004/CE, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato, deve essere interpretato nel senso che un problema tecnico come quello di cui trattasi nel procedimento principale, che sia sorto improvvisamente, non sia imputabile a una carenza di manutenzione e neppure sia emerso nel corso di un regolare controllo, non rientra nella nozione di «circostanze eccezionali» ai sensi di detta disposizione. Il vettore dovrà perciò indennizzare i passeggeri, ma potrà rivalersi sul produttore dei pezzi difettosi che hanno causato la rottura e quindi il ritardo del volo.
(Corte di Giustizia UE, Nona Sezione, sentenza 17 settembre 2015, causa C-257/14)

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Dimissioni

D. “Troppo lavoro”: giustificate le dimissioni del dipendente ?

R. Respinte le obiezioni mosse dall’azienda, obbligata a versare una cospicua somma all’ex dipendente. In ballo differenze retributive per lavoro straordinario, TFR e indennità di preavviso. Riconosciuta la concretezza della motivazione che ha spinto l’uomo a dare le dimissioni. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 18429/15; depositata il 18 settembre)

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