da Avvocato Express | Set 19, 2015 | Senza categoria
D. Corte di giustizia UE: la tassa sui cellulari è legittima?
R. Secondo i giudici europei la tassa italiana imposta a coloro che fanno un abbonamento per il telefonino è legittima e compatibile con le direttive comunitarie in materia di telecomunicazioni e non viola il principio europeo di libera circolazione delle merci sul territorio dell’Unione Europea. (Corte di Giustizia UE, Ottava Sezione, sentenza 17 settembre 2015, causa C-416/14)
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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.
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da Avvocato Express | Set 19, 2015 | Senza categoria
D. La sentenza di ottemperanza in cosa giudicata va eseguita anche in presenza di sospensione del titolo ad opera del giudice civile?
R. Si! Tenuto conto che la sentenza di ottemperanza non risulta impugnata e che parte resistente non ha sollevato alcun incidente di esecuzione;
Ritenuto, re melius perpensa, anche alla luce della più recente giurisprudenza amministrativa sul tema (v. Consiglio di Stato, sez. V, 27 marzo 2015 n.1609, in ipotesi di opposizione tardiva al decreto ingiuntivo ex art.650 c.p.c., ove si è ritenuto la stessa non preclusiva dell’esecuzione del giudicato), che, per quanto di competenza di questo Giudice, occorre procedere all’esecuzione del detto giudicato, ferma restando l’eventuale possibilità per gli interessati di servirsi, ove ne ricorrano i presupposti, degli ordinari strumenti forniti dal diritto civile. Così ha deciso il TAR Calabria, sez.II, con Ordinanza n.1483 del 18.09.2015.
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da Avvocato Express | Set 19, 2015 | Senza categoria
D. Cyberstalking: dove non arriva la legge, arriva la Cassazione?
R. Si! Il Cyberstalking è un tema sempre più di attualità e, purtroppo, non più così raro. E di fronte a questo fenomeno crescente, la legge attuale ancora non lo contempla. l cyberstalking – ovvero lo stalking caratterizzato dall’utilizzo delle nuove tecnologie quali la posta elettronica, la chat, la messaggistica istantanea, i social network, per molestare o perseguitare la vittima – è un fenomeno ormai non più così raro. Eppure l’art. 612 – bis c.p. non contempla questa ipotesi di reato (il comma 2 parla, genericamente, di ‘mezzi informatici o telematici’). Ecco che, allora, interviene la Corte di Cassazione la quale torna nuovamente ad occuparsi dell’argomento. Confermata la condanna dell’uomo che aveva molestato la sua ex fidanzata. La particolarità sta nel fatto che, per essere più ‘efficace’, l’uomo crea profili falsi, a nome della vittima, sui social network frequentati da maniaci sessuali, i quali cominciano a contattare quest’ultima, credendola disponibile per i loro interessi. Va precisato, peraltro, che l’utilizzo dei social network è particolarmente invasivo, a causa dell’innumerevole numero di utenti (anche malintenzionati) che possono visionare il profilo e mettersi in contatto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 36894 del 11.09.2015.
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da Avvocato Express | Set 19, 2015 | Senza categoria
D. Tutela della legge Pinto solo in caso di “falle” del Sistema Giustizia?
R. Si! La Cassazione stringe i “cordoni della borsa”! La tutela della legge Pinto scatta solo nel caso di “falle” del sistema giustizia dipendenti dall’organizzazione dell’ufficio giudiziario.
(Corte di Cassazione, sesta VI Civile – 2, sentenza n. 18118/15; depositata il 15 settembre)
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D. Mobbing ai danni del socio-dipendente di società cooperativa: l’azione va proposta dinanzi al Giudice del lavoro?
R. Si! In tema di lavoro del socio di cooperativa, il combinato disposto del comma 2 dell’art. 5 della l. n. 142 del 2001, come modificato dalla l. n. 30 del 2003, e dell’art. 2533, comma 3, c.c., non solo non consente un’esegesi per cui ogni controversia fra il socio e la società cooperativa di lavoro sia stata sottratta alla competenza del giudice del lavoro, ma anzi ne impone una in senso del tutto restrittivo, cioè che legga le previsioni di competenza espresse a favore del giudice ordinario come eccezionali e comunque riferite al solo rapporto sociale stricto sensu e non alle vicende relative ai rapporti di lavoro che il socio abbia stipulato con la società.
(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 18110/15; depositata il 15 settembre)
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