da Avvocato Express | Ott 1, 2016 | Senza categoria
D. Falsa rapina alle Poste: per il direttore scatta la condanna per peculato?
R. Si! Il direttore dell’ufficio postale è un pubblico ufficiale poiché possiede tutti i necessari poteri certificativi; la natura pubblicistica del servizio postale non è venuta meno per effetto della trasformazione del relativo ente in società per azioni. Lo stesso merita, anche, il licenziamento! (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 40747/16; depositata il 29 settembre).
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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.
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“AvvocatoExpress: un semplice tocco e tutto cambia!”
da Avvocato Express | Ott 1, 2016 | Senza categoria
D. Medico del ‘Pronto Soccorso’ posticipa la visita alla paziente in ‘codice verde’: condannato?
R. Si! La donna si è presentata lamentando dolore a un braccio. Il medico, messosi da poco a riposare, si è limitato a prescrivere un antidolorifico, affidando il compito alle infermiere, e ha previsto la visita nel turno successivo, coperto da un collega. (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 40753/16; depositata il 29 settembre).
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da Avvocato Express | Ott 1, 2016 | Senza categoria
D. Postino in malattia beccato a fare il dj: licenziato?
R. Assolutamente si! L’uomo avrebbe dovuto rimanere a casa per riprendersi da un problema al ginocchio. Invece è stato beccato a lavorare come disc jockey in alcune manifestazioni, sottoponendosi anche a uno stress fisico tale da ritardarne il rientro in servizio. Il provvedimento adottato dall’azienda è ritenuto legittimo dai magistrati. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19187/16; depositata il 28 settembre).
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da Anna Maria Cupolillo | Set 30, 2016 | Senza categoria
D. Il permesso di soggiorno può essere revocato a causa della pericolosità sociale nonostante il matrimonio con una cittadina italiana?
R. La lettura coordinata della norma sul mantenimento del titolo di soggiorno, che pone come limite non superabile i motivi di ordine e sicurezza pubblica al fine di conservare il diritto al rinnovo del permesso di soggiorno, e di quella riguardante l’allontanamento coattivo consente di affermare che, nel sistema del d.lgs. n. 30/2007 esiste un complesso normativo di condizioni impeditive del rinnovo di permesso di soggiorno. Condizioni che coincidono con quelle che possono portare all’allontanamento, all’espulsione e al successivo accompagnamento coattivo del cittadino straniero. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 19337/16; depositata il 29 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 30, 2016 | Senza categoria
D. L’ex moglie ha diritto all’assegno di mantenimento se convive con un nuovo compagno?
R. Respinta la richiesta avanzata dalla donna nei confronti dell’ex marito. Decisivo il fatto che ella abbia intrapreso una nuova relazione, creando così una famiglia di fatto. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 19345/16; depositata il 29 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 30, 2016 | Senza categoria
D. Buca nella strada esterna al centro abitato, è responsabile comunque il Comune per la caduta?
R. Lesioni personali per due donne, vittima di un incidente mentre erano in sella a un ciclomotore. Ricostruita la dinamica dell’episodio, è emersa la loro condotta imprudente, ma ciò non fa venire meno la colpa dell’ente pubblico per le condizioni della strada. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 19612/16; depositata il 30 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 28, 2016 | Senza categoria
D. Il rilascio di una procura generale per l’amministrazione dei beni può considerarsi come accettazione tacita dell’eredità?
R. Tenuto conto che non possono essere ritenuti atti di accettazione tacita quelli di natura meramente conservativa, che il chiamato può compiere anche prima dell’accettazione, ai sensi dell’art. 460 c.c., la questione si sposta sull’indagine relativa all’esistenza di un comportamento qualificabile in termini di accettazione tacita, che si risolve in un accertamento di fatto riservato al Giudice del merito, che non è censurabile in sede di legittimità. (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 18830/16; depositata il 26 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 28, 2016 | Senza categoria
D. E’ corresponsabile l’automobilista che scartanto un camion a sinistra finisce con la sua Ferrari contro il muretto?
R. All’uomo che guidava il bolide del ‘Cavallino’ viene attribuito un 40 per cento di colpa. Fatale il non aver tenuto una velocità adeguata, soprattutto tenendo presente che era in corso un temporale e che l’asfalto era bagnato. Con un’andatura più contenuta, in sostanza, la manovra azzardata compiuta dal conducente del camion non avrebbe provocato conseguenze. (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza n. 18992/16; depositata il 27 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 28, 2016 | Senza categoria
D. E’ esclusa la destrezza in caso di merce nascosta in tasche e calzini?
R. L’episodio si è verificato in un supermercato dotato di sistema antitaccheggio, videosorveglianza e vigilanza privata. Fermato prontamente alle casse il ladro. Condanna inevitabile, ma pena più lieve perché non regge l’ipotesi della destrezza. L’uomo si è limitato ad occultare sulla propria persona generi alimentari e prodotti per l’igiene (Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 40262/16; depositata il 27 settembre)
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da Anna Maria Cupolillo | Set 26, 2016 | Senza categoria
Dopo quante infrazioni scatta il licenziamento?
Il licenziamento “per recidiva” è irrogabile a partire dalla quarta mancanza infra-annuale per la quale sia prevista la sospensione, nel qual caso la parte datoriale dovrà provvedere a contestare la nuova specifica mancanza precisando che la stessa realizza la recidiva oltre la terza volta nell’anno solare rispetto a tre mancanze precedenti e solo allora potrà intimare il licenziamento, sempre che non decida di irrogare una sanzione diversa. Ciò è quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza n. 17912/2016, depositata il 12 settembre.
Il caso. La Corte d’appello territoriale accoglieva l’impugnazione di un direttore di un supermercato rilevando che, in difetto di contestazione di una nuova infrazione, il datore di lavoro non avrebbe potuto nuovamente esaminare le precedenti mancanze per le quali aveva già usato il suo potere disciplinare dopo aver irrogato le sanzioni della sospensione dalla retribuzione e dal servizio e, perciò, non avrebbe potuto applicare per quelle stesse infrazioni, sia pure unitariamente considerate ai fini della recidiva, una più grave sanzione ovvero il licenziamento.
La società proponeva ricorso per cassazione.
Nel ricorso, la società, proponeva un solo motivo ovvero la violazione e falsa applicazione dell’art. 1362 c.c., dell’art. 225 dei CCNL delle Aziende del terziario, distribuzione e servizi e dell’art. 7, ultimo comma, dello Statuto dei lavoratori, il tutto in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c.
La società contestava, in modo particolare, l’interpretazione della citata norma collettiva data dalla competente Corte d’Appello secondo la quale “la stessa prevede la possibilità di irrogare il licenziamento per recidiva a partire dalla quarta mancanza commessa entro l’anno solare, solo in occasione di una nuova specifica mancanza disciplinare”. La ricorrente, invece, riteneva che in base all’interpretazione letterale del testo della norma si deduceva che la stessa non prevedesse in alcun modo che il licenziamento “per recidiva” dovesse essere associato ad una nuova mancanza disciplinare. Altresì, anche tenendo conto della volontà comune dei contraenti si giungeva alla soluzione che la recidiva rappresentasse, al pari delle altre mancanze, un autonomo elemento costitutivo di una delle infrazioni disciplinari preventivamente individuate dal citato art. 225 dei CCNL delle Aziende del terziario, distribuzione e servizi. La previsione contrattuale della recidiva, come autonomo elemento costitutivo di un illecito disciplinare, comportava, secondo la difesa della parte ricorrente, che la stessa non dovesse essere intesa nella fattispecie come mero criterio di determinazione della sanzione proporzionata all’illecito contestato.
Tale motivo, però, per la Suprema Corte era infondato. Infatti, proprio in virtù dell’interpretazione letterale della norma collettiva di riferimento, la Corte d’Appello era giunta a ritenere che “il licenziamento è irrogabile a partire dalla quarta mancanza infra-annuale per la quale sia prevista la sospensione, nel qual caso la parte datoriale dovrà provvedere a contestare la nuova specifica mancanza precisando che la stessa realizza la recidiva oltre la terza volta nell’anno solare rispetto a tre mancanze precedenti e solo allora potrà intimare il licenziamento, sempre che non decida di irrogare una sanzione diversa”. Infatti, la norma di cui all’art. 225 del CCNL delle Aziende del Terziario, distribuzione e servizi, non lasciava nessun dubbio laddove prevedeva «il licenziamento senza preavviso, tra l’altro, per la “recidiva, oltre la terza volta nell’anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi”, per cui l’interpretazione datane dalla Corte di merito è rispettosa del suddetto canone interpretativo».
Conseguentemente, la Corte d’Appello aveva accertato che la società, pur potendo irrogare il licenziamento per “recidiva, oltre la terza volta nell’anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione” in occasione della quarta mancanza, non lo aveva fatto, scegliendo di irrogare una sanzione conservativa, consumando in tal modo definitivamente il proprio potere disciplinare.
Alla luce di quanto sopra, il ricorso veniva rigettato.
Avv. Anna Maria Cupolillo Staff Giuridico Avvocato Express
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