da Anna Maria Cupolillo | Giu 17, 2016 | Senza categoria
D. Vi è nesso tra vaccino e autismo? Niente risarcimento dal Ministero della Salute
R. I magistrati della Cassazione condividono e confermano le valutazioni compiute dai giudici in Tribunale e in Corte d’appello. Decisive le relazioni dei consulenti d’ufficio. Esclusa l’ipotesi che la vaccinazione per morbillo, rosolia e parotite possa provocare l’autismo. (Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 12427/16; depositata il 16 giugno)
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P.S. I nostri post tendono ad una informazione sulle novità giuridiche (tratti da sentenze della Corte di Cassazione, dalle sentenze dei Tribunali, dalle sentenze dei Giudici amministrativi, nonché, da riviste specializzate on line e di cui omettiamo il riferimento in ottemperanza al divieto di pubblicità occulta). Per una migliore comprensione e fruibilità l’impostazione scelta è quella di domanda e risposta. Si precisa, ove ve ne fosse bisogno, che nessun post rappresenta casi e/o domande sottoposte alla nostra piattaforma che rimangono riservati in ossequio al diritto di riservatezza.
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 17, 2016 | Senza categoria
D. E’ lecita la sanzione disciplinare basata sulle intercettazioni delle comunicazioni tra il legale e il cliente?
R. Con questa sentenza la CEDU ha avuto un apparente revirement rispetto ai casi Cevat Ozel e Karabeyoglu c. Turchia che avevano vietato l’uso delle intercettazioni delle conversazioni di un avvocato e di un magistrato per usarle in procedimenti disciplinari: non vi è alcuna violazione della privacy ed è lecito se dal contenuto delle conversazioni intercettate emerge che il legale ha commesso un’infrazione, purchè sia tutelato il suo diritto alla difesa. (CEDU sez. V nel caso Versini-Campinchi e Crasnianski del 16/6/16).
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 15, 2016 | Senza categoria
D. Dinamica poco chiara e irrilevante il ‘Cid’? Niente risarcimento per l’automobilista
R. Smentita la decisione del Giudice di pace, che aveva riconosciuto al conducente maggiormente danneggiato il diritto ad ottenere un ristoro economico. Per i magistrati del Tribunale e della Cassazione sono clamorose le incertezze sulla dinamica dell’incidente. Inutile il richiamo al modulo di constatazione amichevole firmato dall’altro conducente.(Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 12370/16; depositata il 15 giugno)
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 15, 2016 | Senza categoria
D. Controlli automatici limitati in città anche con il nulla osta della prefettura?
R. L’autovelox automatico non può essere posizionato in centro abitato se manca lo spartitraffico centrale. Ovvero se la strada pur se molto trafficata non ha tutte le caratteristiche tecniche delle strade urbane di scorrimento. Anche se il prefetto ha dato il via libera all’uso dei misuratori. (Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza n. 12231/16; depositata il 14 giugno)
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 15, 2016 | Senza categoria
D. Per reddito “annuale” occorre considerare il periodo di maturazione rilevante ai fini fiscali?
R. La decadenza dall’assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica in caso di superamento di un certo limite di reddito, previsto dalla legge con riferimento al reddito complessivo imponibile ai fini Irpef quale risulta dall’ultima dichiarazione presentata, deve trovare applicazione allorché il superamento del tetto massimo di reddito si sia avuto con riferimento ai redditi percepiti dall’assegnatario (e dal suo nucleo familiare) nel corso dell’anno anteriore alla data dell’accertamento, dal momento che, identificando la nozione di reddito annuale un concetto di natura normativa, per reddito annuale di un soggetto giuridico si intende quello facente capo all’ultimo dato annuale accertato, tenuto conto del cadenzamento tipo impresso, dall’ordinamento tributario, alle operazioni di accertamento. (Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 12271/16; depositata il 14 giugno)
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 14, 2016 | Senza categoria
D. Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni: adottato un Regolamento per prevenire i comportamenti fraudolenti
R. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 134, del 10 giugno 2016, è stato pubblicato il regolamento recante la disciplina della banca dati sinistri, della banca dati anagrafe testimoni e della banca dati anagrafe danneggiati, di cui all’articolo 135 del d.lgs. n. 209/2005 sul codice delle assicurazioni private. Ai fini del suddetto, è stato costituito un “archivio informatico integrato”, ossia uno strumento informatico con cui l’IVASS analizza e valuta tutte le informazioni in suo possesso, allo scopo di individuare gli eventuali casi di frode sospetta.
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 14, 2016 | Senza categoria
D. Anche se dissenziente, il padre deve pagare al figlio gli studi universitari fuori sede?
R. Il principio di bi-genitorialità non può comportare la effettuabilità e la rimborsabilità delle sole spese straordinarie che abbiano incontrato il consenso di entrambi i genitori escludendo così anche quelle spese che si dimostrino non voluttuarie e corrispondenti all’interesse del figlio beneficiario del diritto al mantenimento (quali quelle conseguenti alla scelta dell’università più adatta agli studi universitari del figlio) sempre che le stesse non siano compatibili con le condizioni economiche dei genitori. (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza n. 12013/16; depositata il 10 giugno)
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 14, 2016 | Senza categoria
D. Ha diritto ad essere rimesso in termini il depositante se manca l’indicazione del tipo di errore riscontrato nella terza PEC?
D. Il rifiuto del deposito da parte della Cancelleria deve essere tempestivo poiché la mancata indicazione della natura “fatale” dell’errore riscontrato nella terza PEC giustifica l’aspettativa del depositante circa l’accettazione dello stesso.(Tribunale di Milano, sez. Lavoro, ordinanza depositata il 10 maggio 2016)
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da Anna Maria Cupolillo | Giu 13, 2016 | Senza categoria
Nuove norme sul pignoramento dello stipendio e delle pensioni
L’art. 13, D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (pubblicato in G.U. del 27 giugno 2015, n. 147) introduce importanti novità nel codice di procedura civile sul pignoramento della pensione individuando il “quinto” pignorabile della pensione, nonché gli obblighi del terzo pignorato (Banca o Posta) quando sul conto corrente “pignorato” sono accreditati la pensione o lo stipendio.
Con riferimento al pignoramento della pensione, il citato articolo introduce un nuovo comma, secondo il quale “le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà. La parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma nonché dalle speciali disposizioni di legge”.
Da ciò consegue che vi sarà una parte assolutamente impignorabile della pensione e cioè quella pari all’importo dell’assegno sociale aumentato della metà.
L’importo della pensione detratto l’assegno sociale aumentato della metà sarà poi pignorabile nel limite del quinto.
Con riferimento al pignoramento del conto corrente, la nuova norma prevede che “le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore, possono essere pignorate, per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, le predette somme possono essere pignorate nei limiti previsti dal terzo, quarto, quinto e settimo comma, nonché dalle speciali disposizioni di legge”.
La disposizione introduce per il creditore procedente una deroga al principio secondo il cui il limite del quinto vale solo quando il terzo pignorato è il datore di lavoro o l’ente previdenziale.
E difatti, il credito vantato dal correntista (lavoratore o pensionato) nei confronti della Banca o Posta ha come titolo non il rapporto di lavoro o il rapporto previdenziale ma soltanto un credito ad una prestazione avente per oggetto denaro.
Altresì, il D.L. aggiunge un comma all’art. 546 c.p.c. stabilendo che “nel caso di accredito su conto bancario o postale intestato al debitore di somme a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza, gli obblighi del terzo pignorato non operano, quando l’accredito ha luogo in data anteriore al pignoramento, per un importo pari al triplo dell’assegno sociale; quando l’accredito ha luogo alla data del pignoramento o successivamente, gli obblighi del terzo pignorato operano nei limiti previsti dall’articolo 545 e dalle speciali disposizioni di legge”.
Nella disposizione in esame, però, non è dato comprendere cosa non sia pignorabile (e pertanto escluso dagli obblighi di custodia) con riferimento alle somme già accreditate al momento del pignoramento in quanto il pignoramento normalmente colpisce il saldo e non i singoli accrediti.
Con riferimento alle somme che vengono accreditate dopo il pignoramento il legislatore ne ha previsto la pignorabilità entro i limiti di legge ed ha sancito, altresì, che il pignoramento eseguito in violazione dei divieti e oltre i limiti previsti dallo stesso e dalle speciali disposizioni di legge è parzialmente inefficace e l’inefficacia (parziale) è rilevata dal giudice anche d’ufficio.
Ed ancora. Il legislatore ha previsto che le nuove norme si applicano immediatamente e trovano applicazione anche con riferimento ai procedimenti già pendenti.
E’, altresì, importante sottolineare che il D.L. n. 83/2015 ha apportato una modifica apportata all’art. 480 c.p.c. in materia di precetto. Infatti, il precetto (evidentemente rivolto ai soggetti non fallibili) dovrà contenere l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore”.
La mancanza del predetto avvertimento sarà deducibile dal debitore precettato con il rimedio dell’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c..
Avvocato Anna Maria Cupolillo Staff Giuridico Avvocato Express
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D. Il problema della giurisdizione nelle controversie relative al riscatto degli anni di studio universitario
R. Spettano in via esclusiva alla giurisdizione della Corte dei Conti, a norma del R.D. 12 luglio 1934, n. 1214, art. 3 comma 3, artt. 13 e 62, tutte le controversie concernenti la sussistenza del diritto, la misura e la decorrenza della pensione dei pubblici dipendenti, comprese quelle nelle quali si alleghi, a fondamento della pretesa, l’inadempimento o l’inesatto adempimento della prestazione pensionistica da parte dell’ente obbligato, ivi comprese le controversie volte ad ottenere, anche in via autonoma, il pagamento della rivalutazione monetaria e degli interessi sui ratei del trattamento pensionistico tardivamente corrisposti. (Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, sentenza n. 11849/16; depositata il 9 giugno)
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